Rubriche
Estratti antologici
Georges Simenon | 25-11-2007 | ITA
Costantinopoli, 7 giugno 1933

Simenon: Ho incontrato dieci volte Hitler, al Kaiserhof, quando, teso e febbrile, già cancelliere, portava avanti la sua campagna elettorale. Ho visto Mussolini contemplare infaticabile le sfilate di migliaia di giovani uomini. E a Montparnasse, una sera, ho riconosciuto Gandhi in una sagoma bianca che avanzava rasente i muri, seguita da giovani donne fanatiche. Per avere un incontro con Trockij, eccomi su di un ponte più brulicante del Pont Neuf parigino, che unisce la vecchia e la nuova Costantinopoli, Stamboul e Galata. Perché mi sto lasciando andare all'impressione di una domenica di bel tempo sulla Senna, dalle parti di Saint Cloud, di Bougival o di Poissy? Non ne ho idea.

[…]

Simenon: Sono nel lussureggiante giardino che non misura più di cento metri per cinquanta. Un cagnetto si rotola nella sabbia. Un ragazzo a torso nudo su un'amaca legge un volantino in inglese e non mi rivolge neppure uno sguardo. Ecco un altro ragazzo, sotto la veranda. È in ciabatte, anch'egli in maniche di camicia. E altri due prendono il caffé nella prima stanza, arredata solo col tavolo e alcune sedie. Tutto ciò accade al rallentatore. Credo che anche l'atmosfera ne sia coinvolta. Anch'io sono al rallentatore, senza eccitazione, direi quasi senza curiosità.
- Signor Simenon?
Uno di questi giovani si fa avanti, cordiale, la mano tesa e presto siamo seduti insieme in terrazza, mentre dall'altro lato del giardino il poliziotto termina le sue abluzioni. Potremmo stare lì per delle ore senza far nulla, senza dir nulla, forse persino senza pensare.
- Se vuole possiamo prima scambiare due chiacchiere tra di noi, e dopo andrà dal signor Trockij.
Il segretario non è russo. È un giovane del Nord che scoppia di salute, dal colorito roseo e gli occhi chiari. Parla francese come se fosse nato a Parigi.
- Sono molto stupito del fatto che il signor Trockij abbia accettato di riceverla. In genere evita i giornalisti.
- Lei sa a cosa devo questo favore?
- Lo ignoro.

[…]

Simenon: Nelle stanze i muri sono spogli, completamente bianchi e, come diversivo, solo alcuni scaffali e dei libri. Ce ne sono di tutte le lingue, riconosco Viaggio al termine della notte, ha la copertina molto consumata.
- Il signor Trockij lo ha appena letto e ne è rimasto profondamente turbato. Per quanto concerne la letteratura, d'altronde, è la francese quella che conosce meglio...
Trockij si alza per porgermi la mano, poi si risiede alla scrivania lasciando dolcemente pesare lo sguardo su di me.
È stato descritto molte volte e non vorrei tentare di farlo anch'io. Ciò che vorrei rendere è la stessa impressione di calma e serenità che ne ho ricevuto, la stessa calma, la stessa serenità del giardino, della casa, del contesto.
Trockij, semplice e cordiale, mi porge dei fogli dattiloscritti che contengono le risposte alle mie domande.
- Le ho dettate in russo e il mio segretario le ha tradotte in francese. Le chiederò solo di firmare una seconda copia che conserverò io.
Sulla scrivania ci sono, sparsi, giornali di tutto il mondo e Paris-Soir è in cima alla lista. Trockij l'avrà sicuramente scorso prima del mio arrivo.

[…]

Trockij: La razza è un elemento statico e passivo, la storia è dinamica. Come può un elemento relativamente immobile determinare direttamente il movimento e lo sviluppo? Tutti i tratti distintivi delle razze svaniscono di fronte al motore a combustione interna, per non parlare della mitragliatrice.
Quando Hitler si è apprestato a instaurare un regime statale adeguato alla pura razza germano-nordica, non ha trovato nulla di meglio che plagiare la razza latina del sud.

[…]

Trockij: La crisi ciclica attuale ha solo reso più acuti dei processi organici lenti. La crisi ciclica cederà inevitabilmente il posto a una ripresa congiunturale, inferiore tuttavia alle aspettative. E la situazione generale dell'Europa non migliorerà molto. Dopo ogni crisi le imprese piccole e deboli diventano ancora più deboli, o muoiono del tutto, mentre le imprese forti divengono ancora più forti. L'Europa frammentata rappresenta una combinazione di piccole imprese, ostili l'una all'altra, al fianco dei giganti economici degli Stati Uniti. La situazione dell'America attualmente è molto difficile, anche il dollaro è in ginocchio. Ciononostante, in seguito alla crisi attuale, il rapporto di forze mondiale muterà a favore dell'America e a discapito dell'Europa.

[…]

Trockij: Il fascismo, soprattutto il nazionalsocialismo tedesco, porta in Europa un rischio incontestabile di scosse belliche. Trovandomi a margine può darsi che io mi sbagli, ma mi sembra non ci si renda abbastanza conto dell'estensione di questo pericolo. In una prospettiva non di mesi ma di anni - e tuttavia non di decenni - considero come assolutamente inevitabile una esplosione bellica ad opera della Germania fascista.

[…]

Simenon: Ritorno da Saint Cloud, volevo dire da Prinkipo, in battello. La sera, ceno al Régence. La pubblicità recita: "Il ristorante elegante in cui sarete ricevuti da dame dell'aristocrazia russa..." Perché c'è ancora un circolo di russi emigrati a Costantinopoli e la sera, come a Parigi, a Berlino o altrove, c'è la nostalgia delle balalaike, dei pirojki, della vodka e dei chacliks.
A quest'ora, nella sua isola abbandonata dalle sartine e dai commessi, Trockij dorme.
Note
Edizioni:
Oedipus

Traduzione:
Nadia Riccio

Postfazione:
Fabrizio Denunzio